Come diventare soccorritore 118 in Italia: requisiti e competenze

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Un intervento di emergenza in ambulanza non è mai il frutto del lavoro di una sola persona. È il risultato di una sinergia ben orchestrata tra professionisti altamente qualificati. Tra questi, il soccorritore del 118 svolge un ruolo essenziale: è spesso il primo ad agire, fornendo cure immediate e contribuendo a stabilizzare il paziente durante il trasporto verso l’ospedale.

Accanto a lui operano altre tre figure fondamentali: l’autista soccorritore, l’infermiere e il medico di emergenza. La composizione del team può variare in base al contesto locale e al livello dell’emergenza, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: garantire un intervento tempestivo, sicuro ed efficace. In Italia, questa rete di pronto intervento è coordinata dal servizio 118, oggi integrato nel Numero Unico di Emergenza 112.

In questo articolo scopriamo chi è il soccorritore del 118, quali sono le sue responsabilità e in che modo si può intraprendere questo percorso formativo.

Le responsabilità del soccorritore

Diventare soccorritore significa assumersi una responsabilità enorme, ma anche profondamente gratificante. È un mestiere dal forte impatto sociale, che si può svolgere sia come volontario sia come dipendente del 118 o di enti convenzionati.

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Il soccorritore è il primo punto di contatto con il paziente: valuta la situazione, stabilisce le priorità e contribuisce a coordinare l’intervento. Per farlo, deve possedere competenze tecniche, sangue freddo, capacità di lavorare sotto pressione e uno spiccato spirito di collaborazione.

A seconda del grado di formazione, i soccorritori si distinguono in due livelli:

  • Soccorritore di livello base: è formato per fornire le prime cure, stabilizzare il paziente sul posto e garantirne il trasporto sicuro in ospedale.
  • Soccorritore di livello avanzato: è in grado di affrontare situazioni più critiche, effettuare rianimazioni cardiopolmonari, somministrare farmaci in urgenza e monitorare i parametri vitali del paziente durante il trasporto.

Entrambi devono conoscere le principali tecniche di supporto vitale, saper comunicare efficacemente con la centrale operativa e collaborare con il resto dell’equipaggio sanitario.

Sull’ambulanza possono essere presenti anche tecnici soccorritori, figure specializzate nella gestione e manutenzione dei dispositivi a bordo e nel supporto tecnico-operativo durante l’intervento.

Requisiti e percorso per diventare soccorritore del 118

Come riportato da Goodforlab, il percorso per diventare soccorritore in Italia è regolato a livello regionale. I criteri di accesso sono generalmente gli stessi in tutto il Paese: bisogna aver compiuto 18 anni, possedere almeno la licenza media e non superare i 70 anni.

Il corso base prevede una parte teorica (di solito tra le 50 e le 60 ore) e una parte pratica, svolta sia in pronto soccorso sia a bordo di un’ambulanza, sotto la supervisione di formatori esperti.

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Tra i corsi principali:

  1. BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) – Insegna la rianimazione cardiopolmonare e l’uso del defibrillatore semiautomatico in caso di arresto cardiaco.
  2. Trauma – Forma all’uso di tecniche e presidi per mobilizzare e immobilizzare pazienti traumatizzati, come in seguito a incidenti stradali o investimenti.
  3. Gestione delle emorragie esterne – Fondamentale per controllare la perdita di sangue in situazioni critiche.

Al termine di questa prima fase, si affronta un esame di idoneità con prove teoriche (quiz a risposta multipla) e pratiche. Chi lo supera ottiene la certificazione di soccorritore esecutore 118, con abilitazione all’uso del defibrillatore semiautomatico.

Segue quindi il tirocinio di osservazione e, infine, l’esame di abilitazione finale, articolato in:

  • Prova teorica;
  • Prova pratica sull’uso del defibrillatore a due tasti;
  • Tecniche di primo soccorso e gestione dei presidi;
  • Simulazione completa di un intervento di emergenza.
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Cosa fa un soccorritore: le mansioni

Una volta abilitato, il soccorritore entra a pieno titolo nella squadra del soccorso sanitario. Il suo compito principale è valutare rapidamente lo stato del paziente: capire cosa sta succedendo, che tipo di intervento è necessario e come agire in sicurezza.

L’assistenza può variare: dal supporto psicologico alla rianimazione cardio-polmonare. Spesso è richiesto anche il trasporto in ospedale, ed è quindi fondamentale saper sollevare e movimentare il paziente in modo corretto, tutelando sia lui che se stessi.

Il soccorritore assiste il paziente durante tutto il tragitto e, una volta in ospedale, trasferisce le informazioni cliniche e operative al personale sanitario, riportando quanto osservato e fatto durante l’intervento.

L’intervento si considera concluso solo quando il paziente è affidato in sicurezza alle cure ospedaliere.

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In conclusione,diventare soccorritore del 118 non significa solo imparare tecniche di primo soccorso. Significa farsi carico di vite, responsabilità e decisioni cruciali da prendere in pochi secondi, ma è anche un’opportunità unica per fare la differenza, ogni giorno, per qualcuno.

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